Intervista al presidente ITS Lanciano: Ing. Paolo Raschiatore

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Intervista al presidente ITS Lanciano: Ing. Paolo Raschiatore

Quale è il Suo percorso di studi e professionale fino al Suo incarico da presidente dell’istituto ITS di Lanciano?

Ingegnere nel 1982 al Politecnico di Torino, con una predilezione per l’informatica applicata all’ingegneria (allora cosa rara), ho iniziato a lavorare immediatamente per una neonata azienda torinese che stava avviando la sua attività per la realizzazione di sistemi industriali di controllo con “visione artificiale”.
Dopo tre anni da dipendente a Torino torno in Abruzzo per lavorare in proprio, prima come consulente e successivamente, nel 1988, fondando assieme a mia moglie la Vision Device, azienda che ancora oggi si occupa della realizzazione di sistemi industriali con “visione artificiale”.
Numerose altre esperienze nell’ambito industriale del controllo e gestione della produzione, così come vari progetti di
ricerca e sviluppo condotti negli anni, mi hanno portato a maturare una grande esperienza nel settore, anche attraverso collaborazioni significative con varie Università, con il Polo di Innovazione Automotive, con Reti di Imprese, ed anche con la Regione Abruzzo per valutare i progetti di ricerca presentati su bandi regionali Por-Fesr.
Proprio l’esperienza nell’alta tecnologia, nella ricerca e sviluppo in generale, e nell’Industria 4.0 ultimamente, mi ha portato ad essere chiamato a presiedere questo importante ITS della Meccanica di Lanciano.

Quali sono le caratteristiche che deve avere uno studente per accedere al corso di meccatronica?

Dal punto di vista formale è necessario solamente avere un Diploma di Scuola Media Superiore, di qualsiasi tipo, anche se è preferibile (ma non obbligatorio) un diploma in ambito tecnico, principalmente perché maggiormente richiesto dalle aziende del settore di riferimento. Occorre inoltre essere disponibili a frequentare con regolarità il corso e le attività didattiche collaterali, così come i tirocini formativi in azienda.

In realtà le caratteristiche importanti sono anche altre, pur se difficilmente misurabili preventivamente, in particolare la passione verso le tecnologie, la predisposizione a lavorare in gruppo, al rispetto delle regole, la voglia di mettersi in gioco in una sfida continua con le proprie capacità. Infine, aiutano molto le conoscenze informatiche, e la conoscenza della lingua inglese.

Sappiamo che esiste una stretta collaborazione tra l’ITS e le aziende. Ce ne vuole parlare?

Gli ITS sono delle Academy, con corsi altamente professionalizzanti post-diploma, che realizzano una delle forme più importanti di “apprendimento duale”, cioè di formazione congiunta tra il “mondo accademico” ed il “mondo del lavoro”, per colmare la differenza tra offerta e disponibilità di competenze utili nelle professioni tecniche richieste dalle aziende.

La collaborazione con le aziende inizia già in fase di progettazione del corso, con la definizione del programma di studi più aderente alle reali esigenze delle aziende stesse. Alcuni corsi sono talmente dedicati da essere specifici per una sola azienda di riferimento (ad esempio SEVEL) o un piccolo gruppo omogeneo di queste.

Successivamente, le aziende partecipano attivamente alla selezione dei candidati studenti (anche perché diventano immediatamente dei candidati futuri lavoratori), ed alla definizione delle attività di “project work”. Le aziende inoltre partecipano anche alla formazione in aula, in quanto tutti gli ITS devono prevedere almeno il 50% delle docenze provenienti dal mondo del lavoro: nel nostro caso siamo ad oltre il 60%.

Quali potrebbero essere dei progetti futuri per l’incremento dei rapporti tra ITS e mondo del lavoro?

L’ITS sta sempre di più ampliando le collaborazioni con le aziende, a tutti i livelli. Da un lato l’istituto si sta facendo sempre più conoscere dalle aziende metalmeccaniche del territorio, attraverso un’opera di diffusione delle informazioni, anche attraverso le organizzazioni datoriali (Confindustria, Camere di Commercio).

Dall’altro l’ITS sta rafforzando la collaborazione con importantissime aziende produttrici delle tecnologie abilitanti fondamentali per le nuove figure professionali del futuro. Attualmente sono già state firmate convenzioni con MITSUBISHI, SIEMENS, SCHNEIDER, OMRON, e diverse altre sono in fase di definizione.
Questo fa si che la formazione erogata sia sempre più appetibile per le aziende utilizzatrici, e quindi che si inneschi un circolo virtuoso di sempre maggior coinvolgimento a tutti i livelli.

Se ne è accorta anche la politica, locale e nazionale, ad iniziare dal Presidente del Consiglio Draghi, che già nel suo discorso di insediamento ha citato espressamente gli ITS come fondamentale strumento per lo sviluppo delle competenze reali per i giovani (ed anche per la formazione continua dei meno giovani), per arrivare all’importanza rilevata anche da tutte le organizzazioni sindacali dei lavoratori, che anch’esse hanno citato espressamente, nell’ultimo contratto collettivo nazionale di lavoro, gli ITS come riferimento per la formazione realmente professionalizzante, da diffondere nel miglior modo possibile.

Con la Sua esperienza da imprenditore, cosa potrebbe consigliare ad un futuro studente ITS/lavoratore?

Credo che non sia facile seguire bene un corso ITS e contemporaneamente portare avanti una attività lavorativa. Infatti, i corsi ITS richiedono la frequenza obbligatoria, così come la partecipazione alle attività di stage presso le aziende assegnate, normalmente per 8 ore al giorno. Consiglierei quindi di fare il maggior sforzo possibile per terminare il corso di studi ITS, e di farlo con ancora maggiore motivazione ed impegno.

La motivazione e l’impegno saranno sicuramente notate dalle aziende, e porteranno ad uno sbocco lavorativo sicuro e pieno di soddisfazioni, a volte anche prima del termine del corso di studi, pur se in modo parziale. E le soddisfazioni potranno essere non solo economiche ma anche professionali, in quanto il livello tecnico che si potrà raggiungere permetterà di svolgere una attività che piace, una attività qualificata, e raggiungere anche in tempi rapidi posizioni con maggiore responsabilità.

So che ho risposto solo in parte alla domanda, in quanto alcuni potrebbero avere difficoltà economiche oggettive tali da rendere difficile rinunciare anche temporaneamente ad una fonte di reddito. In questo caso il mio consiglio è di dimostrarsi ancora più motivati sul posto di lavoro durante le attività di tirocinio, e di parlare liberamente e serenamente con l’imprenditore: se lo studente si fa apprezzare sarà lo stesso datore di lavoro a cercare una soluzione possibile.

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